Competenze lavorative: ecco svelate quelle fondamentali per essere assunti nel 2017

Vado subito al sodo: il mondo del lavoro è diventato un vero e proprio incubo e le competenze lavorative che sono richieste al giorno d’oggi sono molto diverse rispetto a quelle di qualche anno fa.

Le regole che hanno permesso ai nostri genitori di vivere più che dignitosamente, comprarsi una casa e anche togliersi qualche sfizio non funzionano più.

Non basta più aver voglia di lavorare ed essere una persona seria per trovare lavoro e vivere dignitosamente.

Serve altro.

La laurea? No, neanche quella basta più. Lo sanno bene i 252’000 laureati italiani che si trovano a spasso in cerca di lavoro.

Non fraintendermi, di sicuro la laurea aumenta le possibilità di essere assunti, soprattutto una laura in ambito scientifico.

Ma è anche vero che servono altre competenze lavorative che spesso non vengono insegnate nelle scuole o università italiane.

Quali?

Per rispondere alla domanda ti cito un articolo de “La Stampa” che spiega molto bene quali sono le competenze  fondamentali da imparare che sono richieste nelle aziende italiane per essere assunti.

Competenze lavorative, ecco la Top Ten italiana:

1) Analisi statistica e data mining

2) analisi di SEO e SEM

3) Software QA e User Testing

4) Architettura Web e development framework

5) Recruiting

6) Sviluppo per dispositivi mobile

7) Progettazione di interfacce utente

8) Sistemi di archiviazione e gestione

9) Software Revision Control Systems

10) Software middleware e di integrazione

Gran parte delle competenze lavorative riguardano il settore informatico (digital), soprattutto in ambito Web.

Ci tengo a sottolineare la forte richiesta di competenze SEO e SEM. Questo dato non mi sorprende, segno del fatto che gran parte della pubblicità e del marketing si sta spostando quasi completamente dall’offline all’online.

Alla luce di questi dati, il mio consiglio personale è quello di iniziare a imparare le principali competenze base sul web: in primis saper realizzare un blog in genesis e WordPress.

Continuiamo a studiare la classifica.

In posizione 5 è indicata la competenza Recruiting, ossia la capacità di selezione del personale. Anche questa è un’abilità importante, perché le persone sono la risorsa più importante di qualsiasi azienda.

In primissima posizione, si trova una competenza molto particolare che fino a qualche anno fa non era di sicuro contemplata:

Analisi statistica e data mining.

Che cosa vuol dire nello specifico?

Mining è un verbo inglese che significa estrazione mineraria, ossia l’azione che compie il minatore (in inglese miner)

Data mining quindi significa analizzare i dati per “estrarre” le informazioni necessarie, proprio come un minatore che lavora per estrarre pietre preziose da una miniera.

Ma perché oggi è così importante imparare ad analizzare i dati?

Che cos’ha di speciale questa competenza lavorativa che la rende la numero uno in Italia (e la numero 2 nel mondo)?

Per spiegarti l’enorme importanza che ha oggi l’analisi dei dati, devo prima spiegare brevemente il particolarissimo contesto sociale/culturale che stiamo vivendo attualmente.

In questi ultimi dieci anni stiamo vivendo una rivoluzione, una rivoluzione digitale.

Tutti abbiamo un computer a casa, una connessione internet e uno smartphone (cosa impensabile anche solo fino a 12 anni fa).

Inoltre, nelle aziende e nelle industrie, i macchinari produttivi sono diventati sempre più complessi e sofisticati e sono per lo più comandati da computer.

Questa forte digitalizzazione ha portato alla naturale conseguenza che abbiamo iniziato a produrre e a registrare un’ENORME quantità di dati.

Pensa anche solo a Facebook o Google, a quanti dati (testi, foto, video…) inseriamo ogni giorno nei Social Network!

Come dicevo prima, questa rivoluzione ha coinvolto anche le aziende. I nuovi macchinari, proprio come le persone, producono milioni di dati. Per darti un esempio, fino all’anno scorso lavoravo in un’azienda che si occupava di stampare su materiale plastico.

L’azienda nel 2016 aveva acquistato una nuova macchina da stampa e io, essendo Ingegnere di Processo, ero incaricato di analizzare i dati per ottimizzare la produzione. La macchina, mentre funzionava, misurava e registrava in un computer 800 dati al secondo! Ma sai quanti sono? In un giorno sono circa settanta milioni di dati, prodotti da un solo macchinario, in un’azienda.

Moltiplica questo dato per le centinaia di migliaia di aziende presenti in Italia e nel mondo, unito ai dati che noi produciamo con i nostri computer e smartphone e ti renderai subito conto di una cosa:

Il mondo scoppia di dati!

E ogni giorno, inesorabilmente, questi dati aumentano. Questa enorme mole di dati viene registrata in appositi computer presenti nei Data Center, strutture composte da decine di computer che immagazzinano dati.

Per esempio, nel video sottostante puoi vedere uno dei giganteschi Data Center di Google:

https://www.youtube.com/watch?v=XZmGGAbHqa0

Il numero di dati cresce esponenzialmente e, di conseguenza, vengono costruiti sempre nuovi data center per far fronte all’aumentare di dati.

Hai mai sentito parlare di Big Data? E’ proprio a questo a cui mi riferisco.

A questo punto, una domanda nasce spontanea:

Ma perché le aziende hanno la necessità di registrare tutti questi dati?

La risposta è semplice:

Nei dati ci sono tutte le informazioni necessarie per prendere le decisioni corrette.

Facciamo un esempio terra terra, giusto per capire il concetto.

Mettiamo caso che tu abbia aperto un nuovo blog che parla di giardinaggio.

Hai scritto 20 post ma non hai ancora visto nessun risultato. Nessun nuovo contatto, nessuna nuova mail di potenziali clienti, nessuna telefonata.

La prima cosa da fare è raccogliere i dati dei visitatori, analizzarli e capire che cosa c’è che non va nel blog.

Potrebbe essere che non è ottimizzato per Google, oppure che i testi che hai scritto non sono interessanti o pertinenti per il tuo pubblico, oppure qualche problema tecnico (magari il tuo sito web è lento).

Senza un’analisi dei dati attenta ed accurata, non potrai mai avere la risposta alla domanda: “Qual è il problema?” Una volta individuato correttamente la risposta al problema, puoi intervenire decidendo correttamente. Per esempio, se scopri che il tuo sito ha pochi visitatori, potresti valutare di migliorare la posizione intervenendo lato SEO.

Anche nelle aziende succede la stessa identica cosa.

Magari si è registrato un calo di fatturato o una riduzione dei margini e il titolare non ne conosce il motivo.

“Il costo delle materie prime è aumentato? Oppure i commerciali stanno vendendo a prezzi troppo bassi? Oppure stiamo spendendo troppi soldi in campagne marketing che non funzionano?”

E via discorrendo. L’approccio giusto è raccogliere i dati, analizzarli correttamente per ottenere le informazioni che ti servono per poi decidere correttamente.

Come abbiamo visto prima, oggi c’è una marea di dati.

All’interno di questi dati, ci sono le informazioni che servono per agire e imboccare il giusto percorso, senza sbagliare.

Però c’è un problema.

Il problema è che occorre saper analizzarli tutti questi dati, altrimenti non te ne fai nulla.

Ed è qui che entra in gioco la competenza numero uno nella classifica: capacità di raccogliere e analizzare i dati.

E’ una competenza da sviluppare, molto richiesta nel mondo del lavoro, soprattutto in Italia.

Infatti esistono varie figure professionali specifiche nell’analizzare i dati come per esempio il “Business Analyst”, o il “Business Controller” che, mediante la stesura di report periodici, aiutano i dirigenti in azienda a prendere le decisioni e guidare l’azienda nella giusta direzione.

Anche altre figure professionali devono saper analizzare correttamente i dati, come per esempio:

  • Impiegati Ufficio acquisti
  • Ingegneri di Processo e Ingegneri Gestionali
  • Controllo Qualità

Se vuoi lavorare in azienda, devi imparare l’analisi dei dati.

“OK Marco, ho capito, ma come faccio ad imparare questa benedetta analisi dei dati?”

Le strade sono molte, alcune più veloci, altre più complesse.

Per esempio, esiste il corso di laurea in Scienze Statistiche, dove di sicuro puoi approfondire di molto la materia e acquisire competenze.

Però si tratta pur sempre di una laurea, con i pro e i contro annessi tra cui anni di studio senza guadagnare un euro e il costo di iscrizione.

A parte la laurea, esistono anche strade più brevi e veloci per imparare ad analizzare i dati.

Per esempio, esistono dei corsi specifici in italiano che ti insegnano le basi dell’analisi dei dati mediante il principale software che viene utilizzato per tale scopo:

Microsoft Excel.

Perché devi imparare Excel per analizzare i dati?

Excel è il software maggiormente diffuso e più utilizzato che si utilizza nelle aziende italiane per analizzare i dati e realizzare dei grafici. E’ un software che insieme ad altri fa parte di Microsoft Office (in gergo chiamato anche Pacchetto Office).

A proposito, un buon corso excel (inserire link alla home page) completamente in italiano che ti insegna ad utilizzare Excel, lo puoi trovare a qeusto indirizzo:

https://powerexcel.it/

CONCLUSIONI

Il mondo del lavoro sta cambiando e le competenze lavorative necessarie oggi per essere assunti sono diverse da quelle di una volta. E soprattutto, cambiano di anno in anno.

La principale competenza da imparare è l’analisi dei dati, insieme ad altre competenze informatiche (SEO e SEM). Puoi imparare ad analizzare i dati imparando Microsoft Excel (clicca qui per visionare il sito di presentazione di un buon corso excel online).

Fammi sapere cosa ne pensi e se sei d’accordo con la classifica de La Stampa!

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