Impara a cogliere i feedback positivi del tuo capo [che ti manda continuamente anche se non te ne accorgi]

 

Ciao e iniziamo subito a bomba con un nuovo articolo caldo (anzi caldissimo!):

capire cosa il capo pensa di noi mediante i segnali di feedback positivi o negativi (e perché è di assoluta importanza saperlo…)

E’ bene che assimili un principio chiave e importante:

“A prescindere dal numero di ore che stai in ufficio e dalla qualità del tuo lavoro, se il tuo capo ha una pessima considerazione di te non farai MAI carriera, anzi rischi il posto”.

Questa cosa la sai, non c’è bisogno che te la spieghi (vero?) Hai presente il tuo collega incompetente con la terza media che guadagna più di te e lavora le ore previste dal contratto, non un minuto in più?

Quasi sicuramente ha capito esattamente cosa il capo chiedeva e, da bravo “venditore commerciale”, ha dato al capo esattamente il lavoro richiesto nei tempi previsti e con il livello di dettaglio giusto.

…e come ha fatto a capire in maniera esatta cosa voleva il capo da lui?

Iniziando a percepire i messaggi che il capo manda (a livello del conscio e dell’inconscio).

La comunicazione, anche quella del capo nei tuoi confronti, è costituita da 3 livelli:

Livello verbale: ossia il tuo capo ti dice chiaramente cosa pensa di te e del tuo lavoro. Se questo accade sei fortunato, ossia, a prescindere da come te lo comunica (magari anche in maniera forte, offendendoti con male parole), hai la fortuna di capire in maniera chiara e diretta come “correggere il tiro” sul tuo comportamento e su come svolgi il tuo lavoro. Purtroppo, a meno che non sia tu a chiederlo (e consiglio di farlo), raramente il capo ti prenderà da parte e ti darà dei giudizi in maniera chiara e costruttiva. Anche se fosse una volta al mese è comunque poco, hai la necessità di ricevere feedback in maniera costante; questo “sensibilizzandoti” sugli altri due livelli della comunicazione, vediamoli insieme.

Livello paraverbale: ossia il modo in cui qualcosa ti viene detto. Per esempio il timbro, volume, tono…della voce. Importante: quando ti parla presta attenzione a “come” si rivolge: tono duro, secco, scocciato, conciliante…cogli questi messaggi.

Livello non-verbale: il messaggio trasmesso attraverso la postura, i movimenti, la posizione occupata nella stanza (quale zona di un ambiente si occupa, quale distanza dall’interlocutore, ecc.) e gli aspetti estetici (il modo di vestire o di prendersi cura della proprio aspetto). Quando ti parla, è proteso verso di te? Ha le braccia incrociate? Ha la bocca “spremuta”?

Mi fermo qui, se vuoi approfondire i 3 livelli della comunicazione una veloce ricerca su google ti può aiutare. Voglio solo farti riflettere sull’importanza di “vendere” qualcosa a qualcuno, in questo caso il tuo capo, per permetterti di migliorarti e di avanzare nella carriera.

Il mondo, soprattutto quello lavorativo, è fatto di persone e molte volte è più importante dare la cosa che si aspetta quella persona da te, anche se sai bene che non è la cosa migliore per l’azienda. Non importa, dammi retta. Dai al tuo capo quello che si aspetta e vedrai che le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.

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